Nei dintorni

Monastero San Pietro in Lamosa: Via Sebina - Provaglio d'Iseo.
Aperto per le visite (Comune di Provaglio d'Iseo, tel. 030/9291200 - Associazione Amici del Monastero, tel. 030/983477).
Nei pressi di Provaglio d'Iseo sorge il monastero di San Pietro in Lamosa, dal quale si può godere di una vista splendida sulle Torbiere del Sebino, dichiarate Riserva Naturale nel 1983 e percorribili a piedi o in bicicletta. Il monastero prende il nome dalle Lame, le paludi che i Cluniacensi si impegnarono a bonificare con l'uso di nuove tecniche agricole, dopo aver ricevuto in dono il complesso da due feudatari longobardi nel 1083. Durante il Medioevo il monastero fu meta di pellegrinaggi ma anche luogo di sosta per mercanti e viandanti che percorrevano la strata de Franzacurta che da Brescia conduceva ad Iseo. Nel 1536 il monastero passò alle suore benedettine di Santa Giulia di Brescia fino alle soppressioni settecentesche; quindi divenne di proprietà della famiglia Bergomi-Bonini, che nel 1983 donò la chiesa alla parrocchia di Provaglio. Restaurato negli ultimi anni, grazie all'Associazione "Amici del Monastero" e all'Amministrazione comunale, il monastero di San Pietro ha riacquistato l'aspetto originario, con l'abside medioevale, il campanile e la vasta navata centrale, ampliata alla metà del XVI secolo. Sono stati in parte recuperati gli affreschi che ornano la chiesa, alcuni dei quali rivelano le influenze del Gambara, del Foppa e del Romanino. Le primitive forme romaniche si notano meglio dall'esterno, nelle absidi e nelle finestre strombate. Ben conservata è la cappella barocca sul piazzale antistante la chiesa, che sembra ergersi per incanto dalle Lame retrostanti.

Convento dell'Annunciata: Via da Cemmo - Monte Orfano - Rovato.
Aperto per le visite (Frati Servi di Maria, tel. 030/7721377).
Il complesso è situato in una stupenda posizione sulle pendici orientali del Monte Orfano nel comune di Rovato. Nel 1449 due frati della congregazione dei Servi di Maria ottennero un terreno per costruirvi un convento e una chiesa, che fu completata nel 1503. Divenne ben presto meta di pellegrinaggi, particolarmente in occasione delle grandi feste dedicate alla Madonna, fino al 1772, quando venne soppresso. Solo nel 1963, sempre ad opera dei Servi di Maria, si ricostituiva una comunità religiosa all'interno del complesso, che tra l'altro ospita opere di grande rilievo artistico tra cui un'Annunciazione del Romanino (1485-1566). Il convento è caratterizzato da un chiostro dalla perfetta geometria; le linee semplici delle colonne e degli archi inquadrano il pozzo centrale adorno di una raffinata decorazione in ferro battuto.

Abbazia Olivetana di San Nicola: Via Brescia, 83 - Rodengo Saiano.
Aperta per le visite (Monaci Benedettini Olivetani, tel. 030/610182).
L'Abbazia di San Nicola, uno degli edifici religiosi più monumentali d'Italia, fondata nel X secolo prosperò nuovamente grazie agli Olivetani, che dal 1446 ottennero il possesso del priorato di Rodengo. Il complesso - proprietà del demanio dello Stato - è tornato nel 1969 in uso ai religiosi, che lo hanno restituito alla sua destinazione originaria. Ciò ha segnato l'inizio di un imponente restauro, che ha riportato agli antichi splendori la chiesa, il chiostro del tardo Cinquecento a colonne combinate, il chiostrino rustico quattrocentesco, il refettorio, la galleria monumentale e le diverse sale che ospitano capolavori dei massimi esponenti artistici del Bresciano specialmente dei secoli XVI e XVII. Ospita un laboratorio per il restauro del libro e il Museo del Ferro, quest'ultimo visitabile su prenotazione.

Castello di Bornato/Villa Orlando: -Frazione Bornato.
Visitabile; ingresso a pagamento (via Castello 22, tel. 030.775010 / 339.1667402).
Fortezza medievale, all'interno della quale venne successivamente costruita una villa rinascimentale, circondata da un parco del XIX secolo. I tre locali del pianterreno della villa sono di antichissima origine, mentre le stanze del piano superiore sono riccamente decorate ad affresco.

Castello e mura venete - Rovato.
Aperto al pubblico, visite su prenotazione e a pagamento (tel. 348.2221352).
Fortificazione di origine romana che subì vari ampliamenti e demolizioni. Oggi restano solo le mura venete e alcuni bastioni. Sempre visitabili, condizioni atmosferiche permettendo.
Palazzo Porcellaga - Castello Quistini: costruito intorno al 1500, durante la dominazione della Repubblica di Venezia. Il palazzo, progettato come villa di campagna ma dotato di difese, possiede mura sottili ma ben cinque torrioni agli angoli e nel corso della storia varie guarnigioni vi furono di stanza. Oggi ospita un bellissimo roseto per la coltivazione e la vendita di centinaia di varietà di rose.

Santa Giulia - Museo della città - Brescia.
Via dei Musei, 81/b - tel. 0302977834 www.asm.brescia.it/musei.
Rappresenta un percorso attraverso la storia, l'arte e la spiritualità della città dall'età preistorica a quella moderna. E' unico in Europa per la collocazione; è ospitato infatti in un antico monastero fondato da Desiderio, re longobardo, e da sua moglie Ansa, costruito sui resti di domus romane preesistenti. Il monastero aveva proprietà in Franciacorta che sono documentate dal cosiddetto "Polittico di Santa Giulia", un antico codice della seconda metà del secolo IX. Tuttavia, il primo documento che da notizia di possedimenti in Franciacorta del monastero di San Salvatore (intitolato successivamente a Santa Giulia) risale al 766. Si tratta del diploma con cui Adelchi, figlio del re Desiderio, donava al monastero tutti i beni avuti dal nonno Verissimo e dagli zii Donnolo e Adelchi, tra i quali anche alcuni possedimenti nella zona della Franciacorta. Il complesso museale comprende la basilica di San Salvatore, l'oratorio di Santa Maria in Solario, la chiesa quattrocentesca di Santa Giulia e i chiostri rinascimentali. Ospita periodicamente importanti mostre d'arte.

Fucina-Museo Maglio Averoldi - Ome.
Via Maglio, 51. Per prenotazioni: tel. 0308912493 (Miniere Pezzaze).
Ingresso a pagamento.

Parco naturale delle Torbiere del Sebino - Corte Franca, Iseo e Provaglio d'Iseo.
Riserva naturale della Regione Lombardia dal 1983 si estende con i suoi specchi d'acqua e la vegetazione palustre per circa 360 ettari. Comprende tre zone distinte: il territorio paludoso della "Lametta", la "Lama" con i tipici specchi d'acqua e le vasche originate da cave di argilla. Le Torbiere del Sebino rappresentano un originale punto di incontro tra l'ambiente naturale e l'attività umana. L'estrazione della torba, utilizzata come combustibile dal '700 alla metà del '900, ha dato origine a numerose vasche ancora oggi visibili, creando un ecosistema ideale per centinaia di animali e di piante palustri. Aperte tutti i giorni, tutto l'anno. Il periodo migliore per visitarle e in tarda primavera, quando si ricoprono di ninfee. Durata della visita: da 1ora e mezza a 2 ore, ingresso a pagamento, per i gruppi di almeno 6 persone si possono prenotare guide. Possibilità di pesca in determinate zone (Consorzio per la Gestione della Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, c/o Municipio di Provaglio d'Iseo, via Europa 5, tel 030.9823141).
Sito internet: www.torbiere.it



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