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Camignone
Il nome di questo borgo dove ha sede la nostra azienda agricola deriva dal toponimo Casa
minor ( ca' mignon) e designa in maniera chiara la sua origine medioevale e lo sviluppo su
un antecedente pagus romano.
I monaci cluniacensi per condurre i lavori agricoli in
campagna si avvalevano del servizio di "servi della gleba" ospitati in case coloniche
appositamente costruite poste lungo le più importanti vie di comunicazione e spesso
rifugio di viandanti e pellegrini.
La Franciacorta è posta fra dolci colline moreniche tra il Monte Orfano e il Lago d'Iseo,
in provincia di Brescia. Nel suo territorio antichi monasteri, ville patrizie, castelli,
abbazie, pievi, vestigia risalenti agli antichi romani, affreschi, testimoniano la
presenza dell'uomo e il piacere dei nostri antenati di risiedere e operare in questa
piacevolissima enclave dotata di un clima favorevolissimo alla coltura della vite.
Numerosi luoghi notevoli della Franciacorta rivelano origini longobarde, romane o celtiche.
L'etimologia del nome Franciacorta trova differenti ricostruzioni ed i cultori di storia
locale hanno discusso per secoli su quest'argomento, senza pervenire ad una soluzione
definitiva. Per alcuni, come il Malvezzi, l'origine risale a Carlo Magno, che dopo aver
conquistato Brescia nel 774 si accampò nella vicina Rodengo proprio nel giorno di San
Dionigi, una ricorrenza che era solito celebrare a Parigi. Preso dalla nostalgia decise
pertanto di ribattezzare la zona come "piccola Francia", poi adattato in Francia corta.
Un'altra ipotesi chiama invece in causa l'insurrezione popolare del 1265 contro le truppe
d'occupazione guidate da Carlo d'Angiò, e il motto "francesi fuori, qui la Francia sarà
corta". La versione più accreditata e diffusa, ci rimanda piuttosto all'epoca medioevale
alla presenza sul territorio di una serie di Corti monastiche, in gran parte monaci
cluniacensi, che oltre alla costruzione di splendide abbazie come quella di Rodengo si
dedicarono attivamente a dissodare e lavorare i fertili terreni, favorendo lo sviluppo
della viticoltura. Lo status di comunità indipendenti, ovvero "Francae Curtes" esentate
dal pagamento delle imposte sul commercio, delle corti monastiche, fece sì che questa
zona venisse in breve ad essere definita "Franzacurta", come appare in uno statuto
municipale di Brescia del 1277, e quindi Franciacorta.
Alcuni cenni storici
La Franciacorta fu abitata sin dall'antichità: tracce dell'uomo neolitico sono state
scoperte nei pressi delle torbiere del Sebino (abitazioni lacustri, oggetti di selce, di
terracotta, di bronzo e rame). La abitarono poi i Galli Cenomani, quindi i Romani e le
popolazioni vennero iscritte alla tribù Fabia.
La strada romana Tetellus che l'attraversava era molto importante e lungo il suo percorso
sorsero i primi centri abitati. Durante le invasioni barbariche fu campo di passaggio, di
rapine e devastazioni, da cui gli abitanti tentarono di difendersi con la costruzione di
rocche e castelli.
Fu quindi la volta dei Longobardi e dell'epoca feudale e al posto del "municipium" e del
"pagus" romani si imposero le corti feudali, le giudicarie, ed il castrum divenne il
nucleo centrale della vita delle diverse località.
Seguirono i Franchi e sorsero i monasteri cluniacensi: Rodengo (il più importante), S.
Pietro in Lamosa, Cazzago e da questo momento l'agricoltura conobbe un nuovo e più
importante sviluppo.
Successivamente non mancarono anche qui Guelfi e Ghibellini i quali, con la partecipazione
di Re Enzo di Hohenstaufen, ne fecero un campo di battaglia. L'esercito di Carlo d'Angiò,
capitanato da Roberto di Bethun giunto in aiuto al guelfo Filippo della Torre, sconfisse
sotto le mura di Capriolo il ghibellino Oberto Pallavicino. Una coalizione di abitanti dei
paesi franciacortini mise quindi in fuga le milizie francesi.
Rovato nel 1312 fu assediata e conquistata da Arrigo VII di Lussemburgo. Dal 1447 al 1797
la Franciacorta, con Brescia, divenne parte della Repubblica Veneta e Re Luigi XII di
Francia, chiamato in aiuto da Venezia e accolto con giubilo anche a Rovato nel 1498,
entrato a far parte della Lega di Cambrai, s'impossessò dei castelli locali.
Il diciassettesimo secolo vide il passaggio rovinoso, intorno al 1630, dei Lanzichenecchi,
ed in seguito la zona, dove San Carlo Borromeo amava sostare durante le sue visite
pastorali, fu teatro durante le guerre di successione, del passaggio d'Eugenio di Savoia
e delle truppe francesi.
Il Risorgimento, per venire ad epoche più vicine, fu molto sentito in Franciacorta, dove
l'aspirazione all'indipendenza vide protagonisti Andrea Tonelli di Coccaglio e Gabriele
Rosa di Iseo, condannati alla detenzione nel carcere dello Spielberg con Silvio Pellico,
mentre Don Domenico Zamboni ed i fratelli Enrico ed Emilio Dandolo accadero in
combattimento. Da non dimenticare poi le figure di Ernesto della Torre e di Giuseppe
Barboglio, eroe di Calatafimi.
Tra gli ultimi personaggi che scelsero la Franciacorta come buen retiro non va
dimenticato il mitico pianista Arturo Benedetti Michelangeli, che risiedette a Calino,
feudo del Conte Maggi, fondatore della Mille Miglia.

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